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	<title>Molina mon amour</title>
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		<title>L’Europa dell’arte si incontra a Molina. Venti artisti in residenza al Campino e sul territorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bondielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 20:18:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.molinamonamour.it/leuropa-dellarte-si-incontra-a-molina-venti-artisti-in-residenza-al-campino-e-sul-territorio/">L’Europa dell’arte si incontra a Molina. Venti artisti in residenza al Campino e sul territorio</a> proviene da <a href="https://www.molinamonamour.it">Molina mon amour</a>.</p>
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<p>Venti artisti provenienti da Germania, Repubblica Ceca, Polonia e, naturalmente, Italia, insieme per una settimana a Molina di Quosa per creare nuove opere, confrontarsi e lavorare a contatto con il territorio e la comunità. È tutto pronto per la Settimana dell’Arte – Molina Residenza d’Artista, in programma dal 21 al 27 settembre al Campino di Molina di Quosa.</p>



<p>Per una settimana il Campino diventerà uno spazio di lavoro e di incontro, nel quale esperienze, sensibilità e linguaggi artistici diversi potranno confrontarsi tra loro e con il luogo che li ospita. La particolarità dell’iniziativa sta proprio nella formula della residenza d’artista: non un’esposizione di lavori già conclusi, ma un percorso creativo che si svilupperà a Molina, giorno dopo giorno, fino alla mostra collettiva finale.</p>



<p>Gli artisti saranno infatti chiamati a realizzare le proprie opere durante il periodo di permanenza, facendo della creazione stessa una parte dell’esperienza condivisa. Un percorso che vuole favorire la conoscenza del territorio pisano, promuovere lo scambio artistico fra Paesi diversi, stimolare la sperimentazione e la collaborazione e contribuire alla crescita culturale della comunità.</p>



<p>La residenza avrà inoltre una dimensione aperta: la cittadinanza è invitata ad assistere al lavoro degli artisti, seguendo da vicino il processo che porterà dall’idea alla realizzazione delle opere. Il rapporto con Molina e con chi la vive diventa così parte integrante di un progetto che mette al centro non soltanto il risultato finale, ma anche il tempo della creazione, l’incontro e lo scambio.</p>


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<p>Gabriele Santoni, presidente di Molina mon amour: “Accogliamo con grande entusiasmo gli artisti provenienti da diversi Paesi europei e siamo pronti a un’iniziativa unica nel suo genere, qui, sul territorio”.</p>



<p>Domenico Marrone, responsabile del progetto: “Molto preziosa sarà l’occasione di incontro e contaminazione con alcuni artisti locali, per favorire il dialogo nel segno dell’arte e della creatività. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione”.</p>



<p>Matteo Cecchelli, sindaco di San Giuliano Terme: “Con questo patrocinio l&#8217;amministrazione ha voluto sostenere un progetto che parla la lingua dell&#8217;incontro. Vedere Molina di Quosa diventare per una settimana un cantiere creativo condiviso da artisti italiani, tedeschi, cechi e polacchi è motivo di orgoglio per tutta la comunità: significa che il nostro territorio sa proporsi come luogo di dialogo culturale a respiro europeo, senza perdere il legame autentico con le persone che lo abitano. Ringrazio l&#8217;associazione Molina mon amour per la cura con cui ha costruito questa iniziativa e tutti gli artisti che hanno scelto Molina per il loro lavoro”.</p>



<p>La dimensione europea della Settimana dell’Arte prende forma attraverso le diverse provenienze dei suoi protagonisti. Accanto agli artisti del territorio pisano arriveranno a Molina artisti da Germania, Repubblica Ceca e Polonia, dando vita a un’esperienza che mette in relazione percorsi e culture artistiche differenti.</p>



<p>Ecco gli artisti internazionali: Anna Vancatova (Dobříš, Repubblica Ceca), Varvara Divisova (Dalovice, Repubblica Ceca), Jan Samec (Karlovy Vary, Repubblica Ceca), Iva Kruczkoska-Kröl (Varsavia, Polonia), Gonny Volk (Hallstadt, Germania), Volker Wunderlich (Goldkronach, Germania), Rudolf Schneidmadel (Ebelsbach, Germania), Florian Tully (Handthal, Germania), Albrecht Volk (Hallstadt, Germania), Doris Bocka (Bindlach, Germania).</p>



<p>Gli artisti del territorio: Walter Cecchetti (Calci), Domenico Marrone (San Giuliano Terme), Paolo Gramigni (San Giuliano Terme), Massimo Dell’Innocenti (Pisa), Noela Lotti (San Giuliano Terme), Costanza Vincenti (Cecina), Bianca Wolkestein Braccini (San Giuliano Terme), Ramon Luca Vargin (San Giuliano Terme), Mauro Scatena (San Giuliano Terme), Gianfranco Pellegrini (San Giuliano Terme).</p>


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<p>La residenza prenderà ufficialmente il via lunedì 21 settembre alle 11, al Campino, con l’apertura degli spazi e l’inizio del lavoro degli artisti.</p>



<p>Mentre il primo appuntamento serale sarà mercoledì 23 settembre alle 21 con Gli artisti nelle luci della sera, un’occasione per incontrare i protagonisti della residenza in un’atmosfera diversa da quella del lavoro quotidiano. Alla serata parteciperà anche Daniela Maccari del Teatro Danza Lindsay Kemp.</p>



<p>Sabato 26 settembre alle 21 arte e musica si incontreranno con Jazz Be Pop, serata musicale affidata alla Alex J. Corsi Jazz Band.</p>



<p>La settimana culminerà domenica 27 settembre alle 11 con l’inaugurazione della mostra collettiva delle opere realizzate durante la residenza. L’esposizione rappresenterà il punto d’arrivo del percorso iniziato sei giorni prima: l’occasione per vedere riuniti i lavori nati al Campino e, allo stesso tempo, per salutare gli artisti e concludere la manifestazione alla presenza delle istituzioni.</p>



<p>La Settimana dell’Arte – Molina Residenza d’Artista è un’iniziativa di Molina mon amour ed è patrocinata dal Comune di San Giuliano Terme.</p>
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		<title>La cena d&#8217;estate di Molina mon amour: sabato 8 agosto 2026 all&#8217;ex asilo &#8220;nella Buca&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bondielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 14:05:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avrà luogo all&#8217;ex asilo &#8220;nella Buca&#8221;, in via Antonello da Messina 9, a Molina di Quosa, la tradizionale cena estiva di Molina mon amour, che chiude la stagione 2026. La serata è dedicata, come&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.molinamonamour.it/la-cena-destate-di-molina-mon-amour-sabato-8-agosto-2026-allex-asilo-nella-buca/">La cena d&#8217;estate di Molina mon amour: sabato 8 agosto 2026 all&#8217;ex asilo &#8220;nella Buca&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.molinamonamour.it">Molina mon amour</a>.</p>
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<p>Avrà luogo all&#8217;ex asilo &#8220;nella Buca&#8221;, in via Antonello da Messina 9, a Molina di Quosa, la tradizionale cena estiva di Molina mon amour, che chiude la stagione 2026. La serata è dedicata, come sempre, ad Alessandro Della Croce, il &#8220;Topino&#8221;, socio fondatore di Molina mon amour scomparso qualche anno fa. Appuntamento a sabato 8 agosto alle 20.</p>



<p>È possibile prenotare il proprio posto recandosi al tabacchino di Paola e Sandra a Molina, in piazza don Bertini (piazza della chiesa), fino a mercoledì 5 agosto. Il costo è di 25 euro e occorrerà depositare un acconto di 10. La serata sarà accompagnata dalla musica del maestro Carlo Boccacci.</p>



<p>Per qualsiasi informazione su menu e prenotazioni: 379 1913131 (solo WhatsApp).</p>



<p>Ecco il menu a cura del gruppo cucina di Molina mon amour, che organizza la serata:</p>



<p class="has-text-align-center"><em>Ricotta al forno con insalatina di pomodori marinati</em></p>



<p class="has-text-align-center"><em>Gnocchetti di patate con salsa di pomodoro e crema di melanzane</em></p>



<p class="has-text-align-center"><em>Fagottini di manzo con verdure di stagione alla paprika</em></p>



<p class="has-text-align-center"><em>Clafoutis alle pesche e lamponi</em></p>



<p class="has-text-align-center"><em>Acqua, vino, caffè</em></p>


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		<title>&#8220;Non c&#8217;è mai silenzio&#8221; di e con Elisabetta Salvatori il 27 giugno al Campino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bondielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 08:44:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È con uno degli spettacoli di teatro civile più significativi degli ultimi anni in Toscana che si chiude la stagione 2025/2026 di Molina mon amour.Sabato 27 giugno, al Campino di Molina di Quosa, andrà&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.molinamonamour.it/non-ce-mai-silenzio-di-e-con-elisabetta-salvatori-il-27-giugno-al-campino/">&#8220;Non c&#8217;è mai silenzio&#8221; di e con Elisabetta Salvatori il 27 giugno al Campino</a> proviene da <a href="https://www.molinamonamour.it">Molina mon amour</a>.</p>
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<p>È con uno degli spettacoli di teatro civile più significativi degli ultimi anni in Toscana che si chiude la stagione 2025/2026 di Molina mon amour.<br><strong>Sabato 27 giugno</strong>, al Campino di Molina di Quosa, andrà in scena&nbsp;<strong>&#8220;Non c&#8217;è mai silenzio&#8221;</strong>&nbsp;di e con&nbsp;<strong>Elisabetta Salvatori</strong>,&nbsp;<strong>un&#8217;opera sulla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009</strong>. Al violino, Matteo Ceramelli.</p>



<p>Cena a partire dalle 20, inizio spettacolo ore 21.30. Prenotazione obbligatoria al 379 1913131 (solo WhatsApp), ingresso riservato ai soci di Molina mon amour (con possibilità di tesseramento in loco). Il Campino è in&nbsp;<a href="https://francesco-bondielli.voxmail.it/nl/pvmg7l/x0bbwh/ww7bc0k/ut/7/aHR0cHM6Ly9tYXBzLmFwcC5nb28uZ2wvclFOSER5OGtpRU5XQ2ZwdjY?_d=B4M&amp;_c=4fcff525" target="_blank" rel="noreferrer noopener">via don Sturzo (loc. Gagnetto)</a>&nbsp;a Molina di Quosa (PI). Lo spettacolo si svolge in collaborazione con il Magazzino di Antonio.</p>



<p><em>Lo spettacolo nelle parole dell&#8217;autrice<br></em>&#8220;L&#8217;ho chiamato &#8216;Non c&#8217;è mai silenzio&#8217;, pensando che le nostre giornate sono piene di voci e rumori, a tanti dei quali non ci facciamo neanche caso ma se uno è legato a un ricordo, sentirlo lo rievoca. Il fischio di un treno, per tutta la città di Viareggio, è una lama, che ogni volta riapre il cuore, porta ricordi e chiede giustizia. Raccontare questa storia, è stato come entrare nella case di via Ponchielli, poco prima delle 23.50 del 29 giugno 2009. Conoscerli. Vedere due amiche che giocavano a carte sul letto, cinque ragazzi a tavola, con le birre davanti, due sposi sul divano, i bimbi a letto, sentire un lavandino che gocciola e l&#8217;odore delle lavatrici stese.<br>Ho cercato di raccontare la poesia che c&#8217;è nella vita di tutti i giorni, e forse per questo, nonostante l&#8217;argomento, non è una storia triste. Mi pareva che la tristezza non onorasse la memoria di quelle 32 vittime. Di loro racconto la vita e dopo di loro la storia di un treno che correva troppo forte, che trasportava gas e che non era stato revisionato correttamente, e unisco la mia voce, a quella di tutta Viareggio, perché anche il palco di un teatro serva a chiedere giustizia. Viareggio non è solo una terra di vacanze e carnevale: sono figli di calafati, conoscono il pericolo, hanno domato il mare quando non c&#8217;erano le previsioni del tempo, quando si guardava il cielo per partire. Hanno principi solidi, perché sono abituati alla precarietà della sabbia che scivola sotto i piedi. Anche le onde, come un treno, parlano&#8221;.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p><em>L&#8217;autrice</em><br>Elisabetta Salvatori&nbsp;nasce in Versilia. Dopo gli studi artistici scopre il teatro e comincia a raccontare. Inizia con le favole: ogni storia che racconta è racchiusa in una valigia, come un piccolo teatrino viaggiante. Poi si avvicina alla narrazione per adulti e in scena rimane solo la sua voce che in alcuni racconti, quelli dedicati alla sua terra, sa intrecciarsi al dialetto versiliese con delicatezza e maestria. Si occupa di teatro del sacro, teatro civile e storie di passioni riconducibili a personaggi reali pubblici o sconosciuti. Le vicende che sceglie sono vere, le raccoglie incontrando anime, luoghi e tradizioni con la curiosità di chi sa scoprire episodi rimasti nascosti; ne documenta l&#8217;origine con cuore e perizia per poi riportarle alla luce e riconsegnarle al pubblico con la cura e la passione di una restauratrice. Il linguaggio è intimo, reale, semplice e per questo dirompente, rende vive le sue trame, cattura chi ascolta. Sentire la sua voce, con tutti i suoi colori, porta lontano, pur restando vicinissimi.</p>


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</div><p>L'articolo <a href="https://www.molinamonamour.it/non-ce-mai-silenzio-di-e-con-elisabetta-salvatori-il-27-giugno-al-campino/">&#8220;Non c&#8217;è mai silenzio&#8221; di e con Elisabetta Salvatori il 27 giugno al Campino</a> proviene da <a href="https://www.molinamonamour.it">Molina mon amour</a>.</p>
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			</item>
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		<title>L&#8217;anteprima della mostra di Palazzo Blu &#8220;I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra Otto e Novecento&#8221; con Stefano Renzoni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bondielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 14:17:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra Otto e Novecento&#8221; è il titolo della mostra che sarà visitabile a Palazzo Blu dal 16 maggio al 6 settembre 2026. E a Molina se&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>&#8220;I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra Otto e Novecento&#8221; è il titolo della mostra che sarà visitabile a Palazzo Blu dal 16 maggio al 6 settembre 2026. E a Molina se ne potrà discutere e ragionare in anteprima con un&#8217;iniziativa da non perdere.</p>



<p>Il professor Stefano Renzoni è il curatore della mostra e terrà una conferenza aperta a tutti e con ingresso gratuito (ma riservato, come sempre, ai soci di Molina mon amour).</p>



<p>Appuntamento a domenica 3 maggio, alle 17.30, al Magazzino di Antonio.</p>


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</div><p>L'articolo <a href="https://www.molinamonamour.it/lanteprima-della-mostra-di-palazzo-blu-i-fratelli-gioli-e-la-pittura-a-pisa-fra-otto-e-novecento-con-stefano-renzoni/">L&#8217;anteprima della mostra di Palazzo Blu &#8220;I fratelli Gioli e la pittura a Pisa fra Otto e Novecento&#8221; con Stefano Renzoni</a> proviene da <a href="https://www.molinamonamour.it">Molina mon amour</a>.</p>
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		<item>
		<title>&#8220;Chi siamo noi&#8221; con Fabrizio Brandi sabato 18 aprile al Magazzino di Antonio</title>
		<link>https://www.molinamonamour.it/chi-siamo-noi-con-fabrizio-brandi-sabato-18-aprile-al-magazzino-di-antonio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bondielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:08:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È un tuffo nella Livorno più autentica quello che Fabrizio Brandi propone per il prossimo spettacolo teatrale di Molina mon amour, &#8220;Chi siamo noi&#8221;. L&#8217;appuntamento sul palco del Magazzino di Antonio è per sabato&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>È un tuffo nella Livorno più autentica quello che <strong>Fabrizio Brandi</strong> propone per il prossimo spettacolo teatrale di Molina mon amour, <strong>&#8220;Chi siamo noi&#8221;</strong>. L&#8217;appuntamento sul palco del Magazzino di Antonio è per <strong>sabato 18 aprile</strong>.<br><br><em>Lo spettacolo</em><br>Scritta da Gabriele Benucci e Fabrizio Brandi, l&#8217;opera narra le vicende strettamente intrecciate tra lo sviluppo della città di Livorno e la Compagnia Lavoratori Portuali, dalla sua nascita fino alle trasformazioni successivi ai &#8220;decreti Prandini&#8221; del 1989, tratteggiando l’evoluzione del lavoro nel Novecento in Italia. Da mero strumento di gestione della manodopera portuale in epoca fascista, la Compagnia si è prima configurata come soggetto rilevante della rinascita democratica della città e poi affermata con un suo autonomo ruolo di soggetto imprenditoriale.  Nel corso del tempo ha sempre rivolto il suo sguardo all’esterno, cercando e trovando una strettissima relazione con la città, del cui tessuto sociale per lunghi anni è stata parte integrante, anche grazie a una costante partecipazione alle sue attività sociali e culturali. Dunque, ripercorrere la storia di questo soggetto socioeconomico cittadino significa comprendere i motivi dello stretto legame tra il porto e la sua città, gettare una luce sul ruolo fondamentale, non solo a livello operativo, ma anche sociale e culturale, giocato dalla Compagnia, comprendere lo sfondo politico su cui quest’azione ha potuto svilupparsi e dare valore alla funzione svolta per lo sviluppo dello scalo labronico. Parlare della Compagnia significa anche parlare di lavoratori e lavoratrici che puntarono sull’autogestione per costruire il loro futuro di riscatto sociale e le cui pratiche dell’agire si sono estese col tempo dal lavoro alla politica economica, agli indirizzi politici, al sapere e alla cultura. Fabrizio Brandi sul palco sarà accompagnato da una fisarmonica.<br><br><em>L&#8217;autore</em><br>Fabrizio Brandi (Livorno, 1965), attore. Si forma alla Scuola di Ricerca Teatrale &#8220;Laboratorio Nove&#8221; e alla Scuola di commedia dell’arte e dell’attore comico diretta da Antonio Fava. Inizia le prime esperienze come attore comico insieme a Paolo Migone. Lavora con Barbara Nativi, Emanuele Barresi, Antonio Fava, Stefano Filippi. È attore di televisione e cinema e ha lavorato con: Paolo Virzì, Roan Johnson, Francesco Bruni, Diego Abatantuono, Eugenio Cappuccio. Negli anni svolge in parallelo un percorso artistico personale realizzando numerosi spettacoli e narrazioni. Attualmente impegnato con Francesco Niccolini e Roberto Aldorasi. Ideatore e direttore artistico del Festival Scenari di Quartiere a Livorno.<br><br>Cena a buffet dalle 20, inizio spettacolo alle 21.15. Prenotazione obbligatoria al 379 1913131 (solo WhatsApp), ingresso riservato ai soci di Molina mon amour (con possibilità di tesseramento in loco). Il Magazzino di Antonio è a Molina di Quosa (PI) in piazza Martiri della Romagna 26.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/04/chi-siamo-noi-fabrizio-brandi-724x1024.png" alt="" class="wp-image-3402" style="width:400px" srcset="https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/04/chi-siamo-noi-fabrizio-brandi-724x1024.png 724w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/04/chi-siamo-noi-fabrizio-brandi-212x300.png 212w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/04/chi-siamo-noi-fabrizio-brandi-768x1086.png 768w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/04/chi-siamo-noi-fabrizio-brandi-1086x1536.png 1086w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/04/chi-siamo-noi-fabrizio-brandi-600x849.png 600w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/04/chi-siamo-noi-fabrizio-brandi.png 1414w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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		<title>&#8220;Banditi. Storie e canzoni di ribelli, sognatori e fuggitivi&#8221;. Con Ghelardoni e Giommarelli domenica 29 marzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bondielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 08:58:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiama &#8220;Banditi. Storie e canzoni di ribelli, sognatori e fuggitivi&#8221; il prossimo spettacolo che approderà sul palco del Magazzino di Antonio per Molina mon amour domenica 29 marzo. Con Duccio Ghelardoni e Paolo&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Si chiama &#8220;Banditi. Storie e canzoni di ribelli, sognatori e fuggitivi&#8221; il prossimo spettacolo che approderà sul palco del Magazzino di Antonio per Molina mon amour domenica 29 marzo.</p>



<p>Con Duccio Ghelardoni e Paolo Giommarelli si intraprenderà un viaggio narrativo attraverso le vite di uomini e donne che hanno scelto, o sono stati costretti a scegliere di stare dalla parte opposta della storia ufficiale. Racconti con cui si intrecciano biografie, eventi storici, canzoni e riflessioni personali per narrare di figure di ribelli, anarchici, banditi, artisti e sconfitti che hanno lasciato un segno nell’immaginario collettivo. I protagonisti provengono da epoche e luoghi diversi, ma sono uniti da un comune filo: la ribellione come risposta alla miseria, all’ingiustizia, all’emarginazione. Attraverso storie come quelle di Sante Caserio e di Franco Serantini, di Jesse James o Charlie Starkweather, di Andrea Pazienza o degli emigrati in Argentina, di Ugo il barcaiolo o di Moreno il camionista i due artisti intendono esplorare il confine sottile tra eroismo e fallimento, tra giustizia e violenza, tra sogno e autodistruzione. La narrazione alterna racconto storico e interpretazione emotiva, integrando riferimenti musicali e letterari che ampliano il significato delle vicende narrate, affrontando temi centrali quali la dignità umana, la libertà, il prezzo della ribellione e la memoria degli sconfitti.</p>



<p>Appuntamento alle 18. Prenotazione obbligatoria al 379 1913131 (solo WhatsApp). Il Magazzino di Antonio è a Molina di Quosa (PI) in piazza Martiri della Romagna 26.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/03/banditi-mma-teatro-2026-724x1024.png" alt="" class="wp-image-3396" style="width:400px" srcset="https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/03/banditi-mma-teatro-2026-724x1024.png 724w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/03/banditi-mma-teatro-2026-212x300.png 212w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/03/banditi-mma-teatro-2026-768x1086.png 768w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/03/banditi-mma-teatro-2026-1086x1536.png 1086w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/03/banditi-mma-teatro-2026-600x849.png 600w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/03/banditi-mma-teatro-2026.png 1414w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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		<title>&#8220;Far finta di essere Gaber&#8221; con Bartelloni e Bigongiali sabato 7 marzo al Magazzino</title>
		<link>https://www.molinamonamour.it/far-finta-di-essere-gaber-con-bartelloni-e-bigongiali-sabato-7-marzo-al-magazzino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bondielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 18:12:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà sull&#8217;indimenticabile Giorgio Gaber il primo spettacolo della stagione teatrale 2026 di Molina mon amour. Fabrizio Bartelloni e Maurizio Bigongiali saliranno sul palco del Magazzino di Antonio proponendo al pubblico un &#8220;viaggio sentimentale nel&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Sarà sull&#8217;indimenticabile Giorgio Gaber il primo spettacolo della stagione teatrale 2026 di Molina mon amour. Fabrizio Bartelloni e Maurizio Bigongiali saliranno sul palco del Magazzino di Antonio proponendo al pubblico un &#8220;viaggio sentimentale nel mondo del signor G&#8221; attraverso la vita e l&#8217;opera dell&#8217;artista, scritto e interpretato dai due autori pisani.</p>



<p>Appuntamento a sabato 7 marzo 2026 a partire dalle 20 con la cena a buffet. A seguire, alle 21.30, lo spettacolo. Prenotazione obbligatoria al 379 1913131 (solo WhatsApp). Il Magazzino di Antonio è a Molina di Quosa (PI) in piazza Martiri della Romagna 26.</p>



<p><em>La scheda dello spettacolo</em><br>&#8220;Far finta di essere Gaber. Tra musica e parole, un viaggio sentimentale nel mondo del Signor G&#8221; è uno spettacolo dedicato all’immortale Signor G diverso dai numerosi tributi e omaggi che gli sono stati dedicati dal 2003, anno della sua morte, a oggi. Nato dall’incontro tra un giurista con il vizio delle parole e un musicista scopertosi cantautore nella piena maturità, mescola infatti una cornice narrativa – che nel linguaggio contemporaneo potrebbe essere definita storytelling – con una linea musicale che fa da contrappunto allo svolgersi del racconto. Senza l’ardire di &#8220;trasformarsi&#8221; in cloni di Gaber e tentare l’inaccessibile ascesa alla vetta delle sue performance teatrali, Bartelloni e Bigongiali scelgono così una strada panoramica che guida lo spettatore in un viaggio sentimentale attraverso la vita e l’opera dell’artista milanese, con particolare attenzione a quel teatro-canzone di cui, insieme al pittore viareggino Sandro Luporini, è stato di fatto l’inventore. Dopo una breve introduzione riservata al debutto e all’affermarsi di Giorgio Gaber come musicista, cantautore e personaggio televisivo a partire dalla fine degli anni cinquanta, lo spettacolo si articola così in una anomala retrospettiva, realizzata per accumulazione di racconti, monologhi e musica, delle opere per prosa e canzoni che Gaber e Luporini hanno realizzato insieme dal 1970 alla morte del Signor G. Tra spunti, citazioni, brani, digressioni e &#8220;piccoli spostamenti del cuore&#8221;, i due attraversano così quarant&#8217;anni di storia italiana, restituendo al pubblico lo sguardo, ora impegnato e ora dissacrante, ora introspettivo e ora caustico, di una coppia artistica che ha lasciato una traccia indelebile nell’universo culturale, prima ancora che in quello dello spettacolo, del nostro Paese.</p>


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			</item>
		<item>
		<title>La stagione 2026 del Teatro nel Magazzino</title>
		<link>https://www.molinamonamour.it/la-stagione-2026-del-teatro-nel-magazzino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bondielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 21:47:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stagione teatrale 2026 di Molina mon amour avrà luogo al Magazzino di Antonio in piazza Martiri della Romagna 26 a Molina di Quosa (PI). Ecco gli appuntamenti. &#8211; Far finta di essere Gaber&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>La stagione teatrale 2026 di Molina mon amour avrà luogo al Magazzino di Antonio in piazza Martiri della Romagna 26 a Molina di Quosa (PI).<br><br>Ecco gli appuntamenti.<br><br>&#8211; <strong>Far finta di essere Gaber </strong><br>Sabato 7 marzo<br>Di e con <em>Fabrizio Bartelloni</em> e <em>Maurizio Bigongiali</em><br>Nato dall&#8217;incontro tra un giurista con il vizio delle parole e un musicista scopertosi cantautore nella piena maturità, lo spettacolo mescola una cornice narrativa – che nel linguaggio contemporaneo potrebbe essere definita &#8220;storytelling&#8221; – con una linea musicale che fa da contrappunto allo svolgersi del racconto. Senza l’ardire di &#8220;trasformarsi&#8221; in cloni di Gaber e tentare l’inaccessibile ascesa alla vetta delle sue performance teatrali, Bartelloni e Bigongiali scelgono una strada panoramica che guida lo spettatore in un viaggio sentimentale attraverso la vita e l&#8217;opera dell’artista milanese, con particolare attenzione a quel teatro-canzone di cui, insieme al pittore viareggino Sandro Luporini, è stato di fatto l’inventore.<br><br>&#8211; <strong>Banditi. Storie e canzoni di ribelli, sognatori e fuggitivi</strong><br>Domenica 29 marzo<br>Di e con <em>Duccio Ghelardoni</em> e <em>Paolo Giommarelli</em><br>Un viaggio narrativo attraverso le vite di uomini e donne che hanno scelto, o sono stati costretti a scegliere di stare dalla parte opposta della storia ufficiale. Racconti con cui si intrecciano biografie, eventi storici, canzoni e riflessioni personali per narrare di figure di ribelli, anarchici, banditi, artisti e sconfitti che hanno lasciato un segno nell’immaginario collettivo. I protagonisti provengono da epoche e luoghi diversi, ma sono uniti da un comune filo: la ribellione come risposta alla miseria, all’ingiustizia, all’emarginazione. Attraverso storie come quelle di Sante Caserio e di Franco Serantini, di Jesse James o Charlie Starkweather, di Andrea Pazienza o degli emigrati in Argentina, di Ugo il barcaiolo o di Moreno il camionista i due artisti intendono esplorare il confine sottile tra eroismo e fallimento, tra giustizia e violenza, tra sogno e autodistruzione. La narrazione alterna racconto storico e interpretazione emotiva, integrando riferimenti musicali e letterari che ampliano il significato delle vicende narrate, affrontando temi centrali quali la dignità umana, la libertà, il prezzo della ribellione e la memoria degli sconfitti.<br><br>&#8211; <strong>Chi siamo noi</strong><br>Sabato 18 aprile<br>Di <em>Gabriele Benucci</em> e <em>Fabrizio Brandi</em><br>Con <em>Fabrizio Brandi</em><br>Lo spettacolo narra le vicende, strettamente intrecciate tra lo sviluppo della città di Livorno e la Compagnia Lavoratori Portuali, dalla sua nascita fino alle trasformazioni successivi ai decreti Prandini del 1989, tratteggiando l&#8217;evoluzione del lavoro nel novecento in Italia. Da mero strumento di gestione della manodopera portuale in epoca fascista, la Compagnia si è prima configurata come soggetto rilevante della rinascita democratica della città e poi affermata con un suo autonomo ruolo di soggetto imprenditoriale. Nel corso del tempo ha sempre rivolto il suo sguardo all&#8217;esterno, cercando e trovando una strettissima relazione con la città, del cui tessuto sociale per lunghi anni è stata parte integrante, anche grazie ad una costante partecipazione alle sue attività sociali e culturali. Dunque, ripercorrere la storia di questo soggetto socioeconomico cittadino significa comprendere i motivi dello stretto legame tra il porto e la sua città, gettare una luce sul ruolo fondamentale, non solo a livello operativo, ma anche sociale e culturale, giocato dalla Compagnia, comprendere lo sfondo politico su cui quest&#8217;azione ha potuto svilupparsi e dare valore alla funzione svolta per lo sviluppo dello scalo labronico. Parlare della Compagnia significa anche parlare di lavoratori e lavoratrici che puntarono sull’autogestione per costruire il loro futuro di riscatto sociale e le cui pratiche dell’agire si sono estese col tempo dal lavoro alla politica economica, agli indirizzi politici, al sapere e alla cultura.  <br><br>&#8211; <strong>Con(-)tenuta. Appunti di donne sacrificabili</strong><br>Sabato 23 maggio<br>Di e con <em>Chiara Migliorini</em><br>Lo spettacolo si compone di diversi quadri in cui Chiara Migliorini analizza la cultura maschilista e sessista all&#8217;interno della donna e delle dinamiche femminili. Lo fa in modo grottesco, poetico e diretto. La necessità di indagine nasce dal fatto che la cultura di protezione e giustificazione nei confronti dell&#8217;uomo come padre, marito e leader ha radici antiche, che ancora risuonano in alcune generazioni e di cui si parla poco. Lo spettacolo va quindi a trattare una sorta di maschilismo inconsapevole, oltre a denunciare i luoghi comuni che continuano ad ostacolare una donna in cerca di indipendenza e di riconoscimento del proprio successo personale e meritocratico. Un viaggio come una corsa ad ostacoli di una giovane artista che difende la propria libertà di affermazione in un mondo a volte apparentemente aperto e più frequentemente nascosto dietro un conformismo pieno di contraddizioni nel pensiero sociale. Chiara Migliorini interpreta l&#8217;Artista, l&#8217;Amica, la Dirigente, la Sorella, la Fidanzata, Sé stessa.<br><br>&#8211; <strong>Non c&#8217;è mai silenzio. Racconto della strage di Viareggio</strong><br>Sabato 27 giugno<br>Di e con <em>Elisabetta Salvatori</em><br>&#8220;L&#8217;ho chiamato ‘Non c&#8217;è mai silenzio’ pensando che le nostre giornate sono piene di voci e rumori, a tanti dei quali non facciamo neanche più caso. Ma se uno è legato a un ricordo, sentirlo lo rievoca. Il fischio di un treno, per tutta la città di Viareggio, è una lama che ogni volta riapre il cuore, porta ricordi e chiede giustizia. Raccontare questa storia è stato come entrare nelle case di via Ponchielli, poco prima delle 23.50 del 29 giugno 2009. Conoscerli. Due ragazze che giocavano a carte sul letto, cinque ragazzi a tavola, con le birre davanti, due sposi sul divano, i bimbi a letto, un lavandino che gocciola e l&#8217;odore delle lavatrici stese. Ho cercato di raccontare la poesia che c&#8217;è nella vita di tutti i giorni, mi pareva che la tristezza non onorasse la memoria di quelle 32 vittime. Di loro racconto la vita, dopo di loro la storia di un treno che correva troppo forte, che trasportava gas e che non era stato revisionato correttamente, e unisco la mia voce, a quella di tutta Viareggio, perché anche il palco di un teatro serva a chiedere giustizia&#8221;. (Presentazione a cura dell&#8217;autrice).<br><br><br>Per informazioni sull&#8217;orario d&#8217;inizio degli spettacoli e sui dettagli di ogni appuntamento &#8211; come ad esempio il tipo di offerta culinaria affiancata a ciascuna serata -, si invita a consultare qui sul sito ufficiale i comunicati dedicati ai singoli spettacoli, una volta pubblicati, o i canali social di Molina mon amour. La prenotazione è obbligatoria (379 1913131, solo WhatsApp) e l&#8217;ingresso è riservato ai soci.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/02/il-teatro-nel-magazzino-2026-724x1024.png" alt="" class="wp-image-3391" style="width:500px" srcset="https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/02/il-teatro-nel-magazzino-2026-724x1024.png 724w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/02/il-teatro-nel-magazzino-2026-212x300.png 212w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/02/il-teatro-nel-magazzino-2026-768x1086.png 768w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/02/il-teatro-nel-magazzino-2026-1086x1536.png 1086w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/02/il-teatro-nel-magazzino-2026-600x849.png 600w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/02/il-teatro-nel-magazzino-2026.png 1414w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.molinamonamour.it/la-stagione-2026-del-teatro-nel-magazzino/">La stagione 2026 del Teatro nel Magazzino</a> proviene da <a href="https://www.molinamonamour.it">Molina mon amour</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Arte e intelligenza artificiale con Gian Luigi Ferrari mercoledì 4 febbraio</title>
		<link>https://www.molinamonamour.it/arte-e-intelligenza-artificiale-con-gian-luigi-ferrari-mercoledi-4-febbraio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bondielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 17:43:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiude con un incontro su arte e intelligenza artificiale, a cura del professor Gian Luigi Ferrari, la rassegna &#8220;L&#8217;arte all&#8217;ora del tè&#8221; di Molina mon amour per la stagione 2025/2026. Appuntamento a mercoledì&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.molinamonamour.it/arte-e-intelligenza-artificiale-con-gian-luigi-ferrari-mercoledi-4-febbraio/">Arte e intelligenza artificiale con Gian Luigi Ferrari mercoledì 4 febbraio</a> proviene da <a href="https://www.molinamonamour.it">Molina mon amour</a>.</p>
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<p>Si chiude con un incontro su arte e intelligenza artificiale, a cura del professor Gian Luigi Ferrari, la rassegna &#8220;L&#8217;arte all&#8217;ora del tè&#8221; di Molina mon amour per la stagione 2025/2026. Appuntamento a mercoledì 4 febbraio, alle 17, al Magazzino di Antonio.</p>



<p>&#8220;L’estetica dei limiti nell’era dell’Intelligenza Artificiale, questo il titolo dell&#8217;incontro &#8211; commenta Ferrari -, esplora le leggi della robotica di Isaac Asimov non come semplici regole etiche per macchine intelligenti, ma come forme artistiche: strutture estetiche che traducono il rapporto tra libertà e limite, creazione e responsabilità. Attraverso un parallelismo con l’arte figurativa moderna (dal rigore geometrico di Mondrian alla tensione umanistica di Modigliani), la presentazione mostra come le leggi di Asimov possano essere lette come manifesti visivi dell&#8217;etica tecnologica: composizioni che cercano armonia tra potenza creativa e controllo morale. Nell’era dell’IA generativa, queste leggi non sono più soltanto un codice narrativo di fantascienza, ma un linguaggio simbolico per comprendere le potenzialità e i limiti delle macchine intelligenti. La sfida è artistica e etica insieme: creare sistemi intelligenti che siano anche &#8216;belli&#8217; nel senso etico del termine, capaci di rispecchiare non solo la nostra intelligenza, ma la nostra umanità&#8221;.</p>



<p>Il Magazzino di Antonio è in piazza Martiri della Romagna 26 a Molina di Quosa (PI). Come da tradizione per questa rassegna di Molina mon amour, verranno serviti tè e biscotti. L&#8217;ingresso è riservato ai soci (è possibile tesserarsi in loco).</p>



<p>I prossimi appuntamenti della stagione 2026 di Molina mon amour riguarderanno il teatro. Si partirà sabato 7 marzo, sempre al Magazzino di Antonio. Tutti i dettagli sul sito ufficiale e sui canali social dell&#8217;associazione.</p>


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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/01/arte-e-intelligenza-artificiale-4-febbraio-2026-724x1024.png" alt="" class="wp-image-3374" style="width:400px" srcset="https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/01/arte-e-intelligenza-artificiale-4-febbraio-2026-724x1024.png 724w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/01/arte-e-intelligenza-artificiale-4-febbraio-2026-212x300.png 212w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/01/arte-e-intelligenza-artificiale-4-febbraio-2026-768x1086.png 768w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/01/arte-e-intelligenza-artificiale-4-febbraio-2026-1086x1536.png 1086w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/01/arte-e-intelligenza-artificiale-4-febbraio-2026-600x849.png 600w, https://www.molinamonamour.it/wp-content/uploads/2026/01/arte-e-intelligenza-artificiale-4-febbraio-2026.png 1414w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure>
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<p>Biografia di Gian Luigi Ferrari<br>(fonte Unipi)</p>



<p>Nato a La Spezia nel 1960, il professore Gian Luigi Ferrari nel 1984 si è laureato con lode in Scienze dell’Informazione presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Pisa. Nel 1990 ha conseguito il dottorato di ricerca in Informatica. La sua carriera accademica si è svolta interamente presso il Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa, dove è stato ricercatore dal 1992, associato dal 2000, fino a diventare ordinario nel 2011. L’attività di ricerca di Gian Luigi Ferrari si è concentrata su vari aspetti fondazionali dell’informatica, legati alla definizione di modelli per sistemi concorrenti e distribuiti. I suoi interessi scientifici si sono rivolti principalmente allo sviluppo di linguaggi e paradigmi di programmazione e di ambienti di verifica basati su modelli formali. In particolare, si è occupato di teoria dei tipi, analisi statica e metodi formali per l’ingegneria del software. Nell’Ateneo pisano il professore Ferrari è stato Vicedirettore del Dipartimento di Informatica dal 2012 al 2016, Direttore dal 2016 al 2020, e Vicepresidente dei corsi di laurea triennale e magistrale in Informatica. Dal 2012 al 2020 ha ricoperto inoltre il ruolo di coordinatore dei corsi di studio del Dipartimento di Informatica. Nel 2022 il Senato Accademico gli ha conferito l&#8217;Ordine del Cherubino.</p>
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		<title>La storia di una statua italiana per George Washington. Con Silvia Panichi il 21 gennaio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bondielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 10:54:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il terzo appuntamento con &#8220;L&#8217;arte all&#8217;ora del tè&#8221;, nella rassegna 2025/2026 di Molina mon amour, vedrà un&#8217;immersione nella storia degli Stati Uniti d&#8217;America e del loro legame artistico con l&#8217;Italia. Mercoledì 21 gennaio 2026, alle&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>Il terzo appuntamento con &#8220;L&#8217;arte all&#8217;ora del tè&#8221;, nella rassegna 2025/2026 di Molina mon amour, vedrà un&#8217;immersione nella storia degli Stati Uniti d&#8217;America e del loro legame artistico con l&#8217;Italia. <strong>Mercoledì 21 gennaio 2026, alle 17</strong>, al Magazzino di Antonio, <strong>Silvia Panichi</strong> racconterà la singolare <strong>storia di una statua italiana dedicata a George Washington</strong> e lo farà nell&#8217;anno in cui si celebrerà il duecentocinquantesimo anno dalla Dichiarazione d&#8217;indipendenza. Si tratta di una storia che porterà all&#8217;attenzione del pubblico un legame forte e allo stesso tempo unico fra l&#8217;arte italiana e i primi anni dell&#8217;indipendenza degli Stati Uniti, quando si cercarono maestranze, modelli e materiale proprio in Italia, considerata la maestra dell&#8217;arte nel mondo. L&#8217;antefatto: quando Thomas Jefferson venne interpellato su chi dovesse realizzare una statua a Washington, rispose: &#8220;L&#8217;unico in grado di farla è Antonio Canova, in Italia&#8221;.</p>



<p>Il Magazzino di Antonio è in piazza Martiri della Romagna 26 a Molina di Quosa (PI). Come da tradizione per questa rassegna di Molina mon amour, verranno serviti tè e biscotti. L&#8217;ingresso è riservato ai soci (è possibile tesserarsi in loco).</p>



<p><em>Biografia di Silvia Panichi</em><br>Antichista di formazione, si occupa in particolare di tematiche relative alla trasmissione di temi e modelli classici nell’arte moderna. Insegnante e traduttrice, ha pubblicato per Donzelli, &#8220;Roma antica e la nuova America&#8221; e, insieme a Vincenzo Farinella, &#8220;L’eco dei marmi. Il Partenone a Londra: un nuovo canone della classicità&#8221;. Con Donatella Puliga è autrice, per Einaudi, di &#8220;In Grecia, Un’altra Grecia, Roma&#8221;. Per l’editore Pacini ha scritto la storia di Teresa Mattei. Dal 2000 al 2003 è stata presidente del Consiglio cittadino delle pari opportunità e dal 2008 al 2013 assessore alla cultura del Comune di Pisa. Ha collaborato con Extra Doc Festival nella rassegna di Cinema al Maxxi e con la Festa del Cinema di Roma dal 2018 al 2022. Con Cristina Cagianelli ha curato il volume &#8220;Immagini femminili nell’arte pisana&#8221;, Edizioni ETS, 2023.</p>


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